Giurista acefalo
La scultura presenta la figura di un giurista acefalo, privo di testa e collo, sedutoun trono e centrato sulla base. Nella parte superiore si percepisce subito l’assenza della testa: la superficie è piatta e leggermente concava, indicando il punto in cui originariamente si trovava il volto. Scendendo si avvertono le spalle, simmetriche e ben definite, con i lati del dorso rifiniti con estrema capacità descrittiva: non ci sono elementi di supporto sul retro, a indicare che la scultura era stata concepita per essere vista frontalmente e posta in posizione centrale.
Le braccia, leggermente piegate in avanti, si distendono sulle cosce a reggere un grande libro, in un gesto di composta concentrazione. Il libro, posizionato orizzontalmente sulle gambe, si distingue per il volume massiccio e i bordi netti: allude simbolicamente al buon governo e alla possibilità di garantire al popolo l’accesso all’acqua. Il trono, percepibile al tatto sotto la schiena e ai lati del corpo, ha uno schienale alto e diritto, con braccioli solidi e regolari che sostengono la postura eretta della figura. Le parti laterali risultano lisce e rifinite, confermando che la scultura era autonoma e progettata per essere vista da ogni lato frontale.
Proseguendo verso il basso, le gambe del giurista sono robuste e parallele tra loro, con le ginocchia leggermente aperte per accogliere il libro poggiato sulle gambe. La base è ampia e piatta, stabile e senza appoggi secondari a sottolineare l’autonomia della scultura. Nel complesso, la figura restituisce un senso di centralità, autorità e stabilità: anche senza testa, il corpo comunica funzione simbolica attraverso la postura eretta, la presa del libro e il supporto del trono.