Nicola e Giovanni Pisano – Sala 2

Nicola e Giovanni Pisano
(Nicola, not. 1258-84; Giovanni, not. 1265-1312)
Formelle a bassorilievo originale in marmo, provenienti dal bacino inferiore della Fontana Maggiore di Perugia
1278
Misure originali: 70 x 97 x 9 cm

Romolo e Remo allattati dalla Lupa, Rea Silvia


All’interno del complesso programma iconografico della Fontana Maggiore, accanto ai temi biblici, storici e allegorici, trovano spazio anche soggetti di matrice mitologica, a testimonianza della ricchezza culturale e della profondità simbolica della narrazione concepita da Giovanni e Nicola Pisano. Tra essi si distinguono due formelle originali scolpite a rilievo, raffiguranti rispettivamente la Lupa che allatta Romolo e Remo e Rea Silvia, la sacerdotessa vestale che, secondo la tradizione, concepì i gemelli per intervento del dio Marte.


Si consiglia un’esplorazione bimanuale, dall’alto verso il basso, iniziando dal primo riquadro del rilievo a sinistra e procedendo progressivamente verso quello di destra, per percepirne le figure e la loro disposizione nello spazio.


I due riquadri sono scolpiti in marmo statuario apuano, in un unico blocco rettangolare leggermente convesso, pensato per risaltarne le figure. La superficie è più scavata lungo le modanature perimetrali, rettangolari e simmetriche, mentre le figure interne emergono a bassorilievo più leggero. La zona tra i due riquadri, originariamente occupata da una colonnina, è appena sbozzata, lasciando percepire una superficie più ruvida e poco definita.


Nel primo riquadro, in alto a sinistra, si distinguono la cornice del rilievo e le chiome degli alberi, modellate con una lieve convessità e definite da sottili linee tratteggiate che rendono con delicatezza la trama del fogliame. Spostandosi verso il basso e leggermente a destra, si avverte il volume della Lupa: il muso è ben definito, con orecchie a punta e il corpo è modellato in maniera robusta e compatta, sebbene alcune porzioni siano mancanti. Davanti alla Lupa emergono le figure di Romolo e Remo bambini: le teste arrotondate, con piccoli riccioli finemente incisi, sono inclinate verso il corpo dell’animale, nell’atto di ricevere il latte. I loro corpi sono piccoli e delicati, con le braccia rivolte in avanti. La composizione trasmette un senso di vicinanza e protezione tra la Lupa e i due bambini.


Nel secondo riquadro, a destra, è percepibile Rea Silvia seduta e rivolta verso sinistra. Il volume del busto e delle gambe è pieno e stabile, mentre la schiena è appena inclinata all’indietro, in una posa composta e naturale. Le braccia, modellate in avanti, reggono una piccola gabbia – simbolo del suo voto di castità – percepibile come un elemento sottile ma nettamente definito. I dettagli dei capelli e del viso sono più sottili rispetto alle parti più volumetriche del rilievo, mentre la seduta e le pieghe del mantello creano superfici convesse e concave a definirne la postura.


Nel complesso, l’esplorazione restituisce sia la struttura architettonica del bassorilievo – con le modanature e la superficie leggermente convessa – sia la narrazione delle figure: la Lupa con Romolo e Remo abbandonati nel bosco, e Rea Silvia con la gabbia, permettendo di percepire la relazione tra gli elementi, pur nelle parti mancanti.