Pietro di Cristoforo Vannucci detto il Perugino
(Città della Pieve, circa 1450 – Fontignano, 1523)
Madonna della Consolazione
1496-1499
Dall’oratorio di Porta Sant’Angelo di Perugia
Tempera su tavola
128 x 187 cm
Modello tiflodidattico in resina epossidica e grafite argentea, finitura in resina acrilica, dimensioni: 39,3 x 24,7 x 6,4 x 1 cm
La Madonna della Consolazione, realizzata tra il 1496 e il 1499 da Pietro Vannucci, detto il Perugino, è una delle opere più rappresentative della sua maturità artistica. Fu commissionata dai disciplinati di Santa Maria Novella, detti anche “i battuti”, per l’altare del loro oratorio in porta Sant’Angelo a Perugia.
Data la modesta condizione economica della confraternita, fu il Comune a sostenere parte del compenso dell’artista e, successivamente, a promuovere la costruzione di una cappella destinata a custodire l’opera. La pala era pensata per avere una duplice funzione: non solo come altare fisso, ma anche come stendardo processionale. Durante le requisizioni napoleoniche fu nascosta per evitarne la confisca, e nel 1801 venne trasferita nella nuova sede della confraternita unificata. Nel 1906 entrò a far parte delle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria.
Il modello tiflodidattico è realizzato in resina epossidica e grafite argentea, con una finitura in resina acrilica per meglio metterne in evidenza la plasticità. Riproduce in scala ridotta la forma e la composizione dell’opera, con le figure principali modellate in rilievo per consentire l’esplorazione tattile del supporto.
Al centro si trova la figura della Madonna seduta su una panca, il cui corpo è disposto frontalmente, con le mani che sorreggono il Bambino Gesù, collocato in grembo. Il Bambino è raffigurato nell’atto della benedizione, con la mano destra alzata e l’altra posata sul petto, secondo l’iconografia tradizionale. Ai lati della Madonna, in secondo piano, ci sono sei confratelli inginocchiati, disposti tre per parte. Sono vestiti con un saio percepibile al tatto per la sua superficie liscia. Sul petto di ciascuno, un medaglione ovale in rilievo raffigura la Madonna col Bambino, simbolo della confraternita.
Nella parte superiore del modello, due angeli in volo affiancano la scena, con le ali spiegate e le braccia tese in un gesto di venerazione. Le loro forme slanciate e simmetriche aiutano a comprendere la composizione verticale e centrale dell’opera. La composizione si ispira a modelli precedenti dello stesso Perugino – in particolare al Gonfalone della Giustizia – e condivide elementi con altre opere della sua bottega, come la Pala Tezi. Alcune figure, come gli angeli, furono realizzate utilizzando cartoni riutilizzati da lavori precedenti, tra cui la decorazione della Cappella Sistina.
Sullo sfondo, dietro la figura della Madonna, si percepiscono i dolci colli del Perugino, grazie ai volumi che emergono con delicatezza dalla composizione, restituendo l’idea di un paesaggio che sfuma dolcemente in lontananza, nel profilo delle colline umbre.