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Una mancata rivoluzione

Gentile da Fabriano
Madonna con il Bambino e angeli

Scheda opera

 

Una mancata rivoluzione

Ostinatamente legato alla sua estrazione iper-gotica, Gentile prova a intensificarne i caratteri, come chi non si rassegna a lasciare un mondo che invece, è al tramonto.

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Gentile è di sicuro uno degli artisti che in questo momento storico, sul finire del tardo-gotico, meglio compete con le arti orafe. Ne sono esempi in quest’opera gli angeli graniti sull’oro ma anche la fibbia in rilievo, sul petto, fatta di gesso e colla e poi dorata con particolarissimo sole sorridente. Dettagli, minuti, sorprendenti, dove i confini tra pittura e oreficeria si sfumano.

Spiega Andrea De Marchi, "questa sensibilità orafa che è chiaro, viene molto apprezzata dai committenti - però portata a livelli così squisiti e sperimentali - caratterizza pochi pittori, come Simone Martini prima di Gentile e come Gentile soprattutto per l'impatto che su di lui ha avuto l'ambiente veneziano, dove c'era una tradizione quasi suntuaria nel lavorare le superficie della pittura in parte ancora intrisa di bizantinismi; e lui genialmente li capovolge di segno, in una profusione di metalli preziosi che però si incarna in una materia viva e pulsante, dialogando con la varietà dei carnati, dei gesti e non solo la pura esibizione di materiali preziosi"…

Nonostante l’apprezzamento dei committenti e i commenti lusinghieri che gli dedicano alcuni suoi colleghi, pare addirittura che Michelangelo abbia detto Nel dipingere aveva avuto la mano simile al nome, insomma nonostante la stima, la fortuna di questo suo stile delicatissimo dura ben poco...

"Il problema di Gentile è ostinatamente legato all'estrazione iper-gotica della sua formazione ma al tempo stesso, volendo mostrare tutte le potenzialità latenti di presa sulla realtà di questo linguaggio, non ne prende congedo ma prova a intensificarle come chi non si rassegna a lasciare un mondo che invece al tramonto; dopodiché la storia doveva prendere un altro corso, però trovo affascinante questo muoversi sul limite di una stagione che sì è morente ma non per questo meno vitale, il concetto è non intendere il tardo gotico come una fase puramente in negativo ma vedervi i caratteri di ricerca e di fermento che in quest'opera sono ben condensati".