Alla maniera fiamminga

Uno dei frutti più maturi del confronto di Beato Angelico con l’alta risoluzione naturalistica e atmosferica dei fiamminghi.

Continua a leggere

Il Polittico Guidalotti è uno dei capolavori della maturità artistica di Fra Giovanni da Fiesole, pittore e frate domenicano, più popolarmente noto come Beato Angelico. Commissionato dai Guidalotti per la cappella di San Nicola nella chiesa di San Domenico a Perugia, il polittico rappresenta uno degli ultimi baluardi del gotico. Il gusto per una carpenteria complessa e la frammentazione della scena vive in questi anni di inizio Quattrocento, un periodo di lento declino, soppiantato da una nuova concezione della pala d’altare, di impianto più architettonico, rinascimentale. L’innovazione della tavola quadra introduce un semplice riquadro in cui la superficie viene drasticamente unificata. Beato Angelico è a Firenze, uno, se non il primo ad adottarne l’innovazione ma qui, a Perugia, dove l’eco della novità ancora non è arrivato, non ha problemi ad adattarsi al gusto più tradizionale dei propri committenti.

Il Polittico Guidalotti, realizzato probabilmente sul finire degli anni Quaranta del Quattrocento, è una delle opere in cui vediamo uno dei frutti più maturi del confronto dell'Angelico con l’alta risoluzione naturalistica e atmosferica dei fiamminghi, pittori che vengono collezionati presto anche in Italia, soprattutto a Genova e a Napoli.

..."ma bisogna sempre ricordare un evento capitale quale il Concilio che ebbe luogo a Firenze nel 1439 - spiega Andrea De Marchi, professore di Storia dell’Arte Medievale all’Università di Firenze - perché in quell'occasione affluirono a Firenze prelati da tutto il nord europa e al loro seguito, è possibile, opere artisti e credo che allora sia stato uno snodo decisivo per cui a Firenze si conobbero in maniera più diretta e consistente i risultati di questa nuova maniera ottica atmosferica dei fiamminghi".

Non a caso è proprio nel passaggio tra gli anni Trenta e Quaranta che Angelico acuisce questa resa di effetti atmosferici che trovano nel polittico di Perugia uno degli esiti più alti.

Cosa colpisce di questo polittico? Risponde De Marchi:

"La grandiosità di queste figure allineate ma evidenziate da effetti di ombra, emuli della grande pittura fiamminga dello stesso Jan Van Eyck. Lo si nota soprattutto nel pannello di sinistra, nel San Domenico e nel San Nicola investiti da una forte luce che giunge da sinistra e che esplora le superfici e evidenzia dettagli minimi. A terra vedete tre sacchettini che contengono le tre bocce, o masse d'oro che San Nicola da giovane aveva di nascosto, di notte, gettato nella casa delle tre fanciulle povere senza dote.

Queste figure grandiose dei santi si stagliano sull'oro del fondo non senza l'illusione dietro di un pancale rivestito da un drappo dorato. Questo drappo è realizzato con un lavoro di incisione con lo stiletto e velature a vernice, che emulando i fiamminghi, rende proprio la texture, la qualità tattile della stoffa ma al tempo stesso unifica spazialmente e ambientalmente la scena.

Se poi ci spostiamo verso il centro vediamo che, si affaccia nei laterali, la punta della pedana marmorea che poi si sviluppa nel pannello centrale; quindi é un polittico gotico ma è pieno di accortezze per dispiegare un'illusione unitaria di spazio e di ambiente, esaltata soprattuto dagli effetti della luce che su tutta la scena spiove dall'alto e dal sinistra e scivola sulle figure, sui panneggi, grandiosi come pilastri scanalati".