Le Storie di San Nicola

La messa in scena intima dei miracoli di San Nicola: ovvero come Beato Angelico riesca a scoprire la sacralità delle cose nelle quotidianità di gesti e situazioni.

Continua a leggere

Per chiudere il nostro viaggio insieme a Andrea De Marchi, in questo meraviglioso universo Angelico, vale la pena soffermarsi sulla predella di destra, quella originale, con la vicenda dei tre giovani condannati ingiustamente a morte....

..."e allora lì abbiamo un paesaggio vasto, una concezione vasta e ariosa che ebbe una grande importanza per tanti pittori umbri della seconda metà del Quattrocento e in primis per Nicolò di Liberatore, l'alunno di Foligno".

Una scena grandiosa, di grande naturalezza... "un miracolo mirabolante che tuttavia appare quasi come un faccio accidentale e comune: l'eruzione di San Nicola che in extremis blocca la spada sguainata pronta a colpire questi tre giovani, con una traduzione delle scene anche più drammatiche in modi tranquilli, placidi, come se il tempo fosse rallentato e sospeso che è tipico della sensibilità dell'Angelico.

Questo gruppo sapientemente scorciato dei tre fanciulli è ben indicativo di questa poesia della situazione ambientale dove anche la realtà più accidentale è fissata, trasfigurata in un attimo senza tempo.

Anche la scena delle esequie che normalmente si presta a una messa in scena solenne, quasi aulica, è qui intima, avviene nel ridotto di una corte, e in questo caso la luce che spiove da destra determina una vasta penombra dove rilucono le tuniche bianche dei chierici che piangono in maniera sommessa, mentre giungono dei diseredati e degli storpi che vengono risanati. Quindi, anche qui è un miracolo, sono i miracolati nel momento della morte di Nicola, in cielo vediamo l'animula, che simbolicamente indica la sua anima che sta ascendendo al Paradiso e però nulla sembra eccezionale, nulla esula da una normale, feriale quotidianità e questo è il senso più profondo dell'arte dell'Angelico che tende a scoprire la sacralità delle cose ma aderendo intimamente alla loro verità naturale".