Audio
Il pathos del bronzo

Francesco di Giorgio Martini
Flagellazione

Scheda opera

 

Il pathos del bronzo

Una scena di grande pathos grazie alla maestria di Francesco di Giorgio Martini nella finitura del bronzo.

Continua a leggere

La formella attribuita a Francesco di Giorgio Martini è datata, senza che vi sia però un accordo unanime sulla data precisa, nell’ultimo quarto del Quattrocento, in piena cultura classica dell’Umanesimo rinascimentale. Prima di entrare nel vivo di questa scena, un breve inciso sulla tecnica di fusione del bronzo che qui viene padroneggiata con grande perizia dal maestro senese.

Si tratta della tecnica della fusione indiretta a cera persa. Dal modello originario in cera, si ottiene uno stampo in materiale refrattario, gesso o argilla. Una volta forato lo stampo in alto e in basso, vi si cola dentro il bronzo che sciogliendo la cera, ne prende esattamente il posto. Una volta raffreddata la colata, la superficie di bronzo viene rifinita a bulino, cioè con un sottile scalpello che viene utilizzato per i dettagli più piccoli.

Torniamo alla Flagellazione...la teatralità della scena è accentuata dalla presenza di una specie di palco e di alcuni edifici classicheggianti che lo incornicia, come fosse una scenografia. Le figure sono ricche di patos: Pilato svetta sulla destra, Cristo è legato a una colonna, sofferente, colto in uno spasmo di dolore, il fustigatore è come congelato nel momento della torsione, mentre prende slancio prima della frustata; la Vergine è seduta e disperata sullo scalino, in basso a sinistra.

La bravura di Francesco di Giorgio Martini si manifesta nella finitura del bronzo, nei chiaroscuri e nei giochi di luce che corrono lungo la scena, nelle prospettive, nei dettagli degli edifici sullo sfondo, nei diversi livelli di levigatura e profondità che riesce a dare al materiale, nella commistione di diverse influenze culturali a lui contemporanee. Il maestro senese è un eccellente interprete dello stiacciato ad esempio, una tecnica molto usata da Donatello e che permette di realizzare rilievi con variazioni anche minime rispetto al fondo. Per i corpi vigorosi e ben modellati si ispira al Pollaiolo mentre prende a pieni mani dalla statuaria classica.

Il Martini, d’altronde, sperimenta moltissimo e trova la sua cifra personale a metà strada fra la tradizione senese, da cui proviene, quella fiorentina e quella di Urbino. Architetto civile e ingegnere militare, Francesco traduce il suo interesse strutturale anche nella produzione artistica. La Flagellazione ne è un esempio davvero raffinato.