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Un pittore marginale

Bernardino di Mariotto
Matrimonio mistico di santa Caterina di Alessandria


 

Un pittore marginale

Bernardino di Mariotto è tra gli artisti sopraffatti dal duraturo monopolio del Perugino in città. Il volontario esilio a San Severino risponde alla ricerca nuovi committenti per cui lavorare. 

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A partire dal 1502, Bernardino di Mariotto è a San Severino, un piccolo centro periferico delle Marche.

Scrive Laura Teza - per un pittore umbro, valicare gli Appennini nel XV secolo era un affare quotidiano, un passaggio obbligato di quella ragnatela di relazioni che costituivano le varie forme della transumanza culturale che univa l’una e l’altra sponda dei Sibillini. Ma per un pittore perugino - ancora Laura Teza - questo sconfinamento non era del tutto scontato: un pittore perugino che espatria nelle Marche per quasi un ventennio nel Cinquecento non è un fatto storicamente frequente…

Nato intorno al 1478, Bernardino appartiene alla sfortunata generazione di artisti sopraffatti dal duraturo monopolio del Perugino in città. Il volontario esilio a San Severino risponde alla ricerca di un altro mercato, di nuovi committenti per cui lavorare. Di sicuro interesse per uno stile particolarissimo, meticcio verrebbe da dire, Bernardino di Mariotto rimane tuttavia un pittore marginale, sulla linea d’ombra tra arte e artigianato, impegnato nello sforzo di salvare i principi di una cultura formale ormai perduta e quindi irrimediabilmente in ritardo…Guardando i suoi lavori non si ha l’impressione di trovarsi nel Cinquecento ma di trovarsi di fronte a un fermo immagine del secolo precedente.

A San Severino però può contare sul gradimento di un ambiente sociale piuttosto conservatore, anche dal punto di vista delle scelte artistiche, dove la finezza artigiana dell’esecuzione, l’emozione che trasuda dalla narrazione, sono elementi ritenuti essenziali per una buona opera d’arte. In un certo senso, è come se la deriva verso l’artigianato sia direttamente proporzionale alla marginalità dei suoi committenti.

Il Matrimonio Mistico di Santa Caterina d’Alessandria qui in Galleria, è un’opera del periodo perugino di Bernardino, quando in seguito alla peste del 1521 a San Severino, torna nella città natale…e addirittura metterà su bottega - spiega lo storico dell'arte Daniele Simonelli - stabilendosi definitivamente a Perugia, fino alla sua morte che avviene molto tardi, nel 1566. Questa è una delle opere più importanti del periodo perugino, databile intorno al 1533 ed era per le Benedettine di Santa Caterina

Ma torniamo a Bernardino….Oltre a Santa Caterina, alle sue spalle si riconosce San Pietro; la figura dell’altro santo, un vescovo, è forse Sant’Ercolano. In basso, San Giovannino e in primo piano si riconosce Maria Maddalena con uno dei suoi attributi iconografici più ricorrenti, il vaso di unguento con cui nel racconto evangelico, cosparge il corpo di Cristo nel sepolcro.

"La presenza di Maria Maddalena in un’opera commissionata da un ordine monastico femminile non è casuale, anzi è un riferimento piuttosto puntuale. Maddalena è una figura importante - continua la nostra guida - perché è sempre stata intesa come la santa che si era convertita; all’epoca aveva ancora questo ruolo: di rappresentare la conversione dalla vita mondana alla vita monastica".

Anche Caterina d’Alessandria d’altronde, così dice la tradizione, rifiuta più volte di unirsi in nozze, nonostante le proposte di molti uomini illustri. Rifiuta perché in sogno riceve la grande chiamata da Dio, quando - sempre in sogno - il bambino le infila l’anello al dito facendola suora. Caterina e Maria Maddalena allora, due donne che tornano spesso nelle committenze degli ordini femminili…."proprio perché richiamano alla scelta che le sorelle che erano entrate in monastero, avevano fatto: è un rimarcare l’importanza della scelta".

Si diceva però di Bernardino, un piccolo maestro marginale. Si diceva del suo stile, ibrido, multimaterico, artigianale, una commistione di tradizione marchigiana, pittura nordica, influenze raffaellesche….ma in cosa si distingue? Lo abbiamo chiesto a Simonelli: "il tratto di Bernardino è molto particolare e interessante è questo suo grafismo esasperato, questa sua tendenza quasi all’illustrativo; potremmo anche definirlo un fumettista ante litteram per il tipo di pittura"… Oltre ai contorni netti, calligrafici, da fumetto per l’appunto, salta all’occhio anche la scelta cromatica virata tutta verso l’oro e il cuoio, materiale che come potete vedere, usa in abbondanza.