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Il primo segno a Perugia

Pietro Vannucci, detto il Perugino
Adorazione dei Magi

Scheda opera

 

Il primo segno a Perugia

Questa pala è considerata il primo importante impegno di Pietro Vannucci a Perugia.
 

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Segnato da una carriera particolarmente lunga e produttiva, amato e criticato, Pietro Vannucci, detto il Perugino, è considerato uno dei pittori più influenti e rilevanti del suo tempo e non si può parlare di Rinascimento umbro, senza parlare di lui.
Partiamo quindi dall’inizio: L’adorazione dei Magi realizzata per la Chiesa dei Servi e qui presente in Galleria. 

Siamo intorno al 1475 e il dipinto, sebbene ancora non pienamente maturo, già contiene alcune delle caratteristiche che renderanno il Perugino così apprezzato e riconoscibile: l’eleganza dei personaggi, la compostezza delle immagini, i dettagli dei volti, la lucentezza delle superfici, eppure come ci fa notare la storica dell’arte Maria Rita Silvestrelli:

"...l’impostazione del dipinto risente ancora, per esempio, nel grande albero ricordi di Piero della Francesca, il paesaggio si orienta verso le impostazioni di Verrocchio e di Leonardo da Vinci e così via, la posa dei Magi è estremamente legata al mondo fiorentino ma Pietro Vannucci già in quest’opera dimostra una sua particolare declinazione che piacerà tanto ai suoi collaboratori..."

 

Come spesso accadrà nelle opere successive, Perugino inserisce nel dipinto i ritratti dei suoi committenti.
Nei tre Magi, tutti vestiti di rosso e di verde come la livrea della famiglia Baglioni, si possono riconoscere il vir primarius civitatis (cioè il primo cittadino) Braccio Baglioni con lo sguardo rivolto verso il più giovane dei Magi dipinto con il volto di suo figlio Braccio, Grifone - riconoscibile anche dalla ferita sulla gamba sinistra - mentre il Mago inginocchiato davanti al Bambino, ha il volto di Malatesta di Pandolfo, padre di Braccio.
Quelli dei Baglioni, però, non sono gli unici ritratti della pala: all’estrema sinistra, dietro Grifone, spunta il volto di un giovane con le gote arrossate e un cappello rosso, è questo il primo autoritratto a noi conosciuto di Pietro Vannucci, all’epoca appena venticinquenne.

 

Per vedere un’immagine del Perugino più maturo, nel pieno del suo successo, basta uscire dalla Galleria e visitare il Collegio del Cambio, qui a Perugia, dove lo troviamo incorniciato in uno dei pilastri della sala delle udienze "...e lì vediamo un uomo dal volto rubizzo, un po’ gonfio, un padre padrone - se lo vogliamo interpretare dal punto di vista psicologico - lo dobbiamo immaginare un po’ così quando doveva gestire il suo lavoro e la sua bottega…" [Maria Rita Silvestreli, intervista].