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I dossali a Perugia nel Duecento

Tavole bifacciali

Scheda opera

 

I dossali a Perugia nel Duecento

Fra i numerosi dossali presenti in Galleria vale la pena prestare particolare attenzione a quelli provenienti dall’abbazia di Santa Maria di Valdiponte dipinti da quello che viene identificato come il Maestro dei Dossali di Montelabate. Sul lato delle tavole che guarda verso la navata della chiesa e i fedeli e si trovano San Paolo Apostolo e San Pietro, mentre sull’altro, rivolti verso il coro ci sono San Lorenzo Martire e Sant’Ercolano, Santi patroni della città.

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Avvicinandosi all’arte medievale è impossibile non imbattersi nei dossali, tavole mobili solitamente poste a copertura di sacre reliquie o dell’altare.

Fra i numerosi dossali presenti in Galleria vale la pena prestare particolare attenzione a quelli provenienti dall’abbazia di Santa Maria di Valdiponte dipinti da quello che viene identificato come il Maestro dei Dossali di Montelabate - molto probabilmente un allievo di Meo di Guido da Siena. 
Le tavole sono dipinte su entrambe i lati ed originariamente erano poste a chiusura laterale del presbiterio - cioè la parte finale della chiesa alle spalle dell’altare.
Si suppone che facessero parte di una più complessa macchina d’altare, con al centro un polittico di Meo di Guido da Siena, un crocifisso bifacciale e ai lati, sopra le transenne che chiudevano il coro, le due pale dei Dossali.

Sul lato delle tavole che guarda verso la navata della chiesa e i fedeli e si trovano San Paolo Apostolo e San Pietro, mentre sull’altro, rivolti verso il coro ci sono San Lorenzo Martire e Sant’Ercolano, Santi patroni della città.
Ed è proprio su Ercolano, patrono protettore di Perugia, che dobbiamo fermare il nostro sguardo; in particolare sull’oggetto che tiene nelle mani: una tavoletta votiva in cui si può riconoscere una veduta della città. È la più antica immagine a noi conosciuta della Perugia duecentesca e si possono vedere chiaramente la Piazza Maggiore, il Palazzo Vescovile, la Cattedrale, il campanile ottagonale ed una cappella rivestita da formelle bianche e rosa di cui ancora oggi si trovano tracce nelle fiancate della Cattedrale.
Sull’altro dossale, sempre rivolto verso il coro e quindi verso i religiosi che assistono alla funzione, troviamo un altro Santo Patrono di Perugia, Lorenzo Martire uno dei primi diaconi della Chiesa Romana.

I quattro Santi erano in origine tutti su sfondo oro, ma su Sant’Ercolano e San Lorenzo l’oro è stato completamente grattato via, lasciando ben visibile quello che viene chiamato bolo, cioè lo strato di preparazione di argilla grassa e finissima su cui poi veniva applicato l’oro o l’argento per arricchire e impreziosire i dipinti.