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Fra sacro e profano dai Santi alla musica

Giovan Battista Caporali
Pala di San Girolamo


 

Fra sacro e profano dai Santi alla musica

L'elemento che rende unica questa pala è il foglio posto sui gradini ai piedi della Madonna: si tratta di un foglio di musica in cui vi è dipinta una lauda in due strofe, una canzone popolare religiosa con la sua notazione musicale. Questa lauda esiste solo nel dipinto di Giovanni Battista Caporali.

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Ancora memore della delicatezza e dei tratti morbidi del Perugino, tra il 1510 e il 1515 il pittore Giovanni Battista Caporali dipinge per la Chiesa di San Girolamo questa pala con la Vergine e il Bimbo tra i Santi.
Ma non si tratta di un mero imitatore: la posizione delle figure e l’interpretazione dello spazio vanno oltre i modelli perugineschi e il paesaggio sullo sfondo crea un forte senso naturalistico.

In primo piano troviamo San Giovanni Battista - l‘Agnus Dei - e San Girolamo, a cui la Chiesa è dedicata. Mentre in secondo piano, i due frati sono Francesco - riconoscibile dalla stigmata visibile sul piede - e Antonio da Padova, raffigurato con in mano il giglio simbolo di purezza e della lotta contro il male.
È questa una tavola di grande pregio, dipinta da un artista capace lettore del suo tempo e figlio d’arte (suo padre è il pittore Bartolomeo Caporali), ma l’elemento che forse più di tutti la rende unica è il foglio posto sui gradini ai piedi della Madonna.
Avvicinatevi. Noterete che si tratta di un foglio di musica: vi è dipinta una lauda in due strofe, una canzone popolare religiosa con la sua notazione musicale.

Non sappiamo se fosse un componimento originale o una lauda conosciuta; alcuni studiosi, però hanno notato come i versi siano pressoché identici ad alcuni passaggi dell’Hipocrito, una commedia brillante dello scrittore e cortigiano Pietro Aretino. Questa connessione non deve stupirci, infatti Giovanni Battista Caporali si diletta anche di poesia, musica e letteratura, oltre ad essere uno dei massimi commentatori di Vitruvio del suo tempo e fra le sue amicizie si conta proprio Pietro Aretino.

Per tornare alla Pala di San Girolamo, non sappiamo se la lauda sia stata o meno influenzata dall’Aretino, ma resta il fatto che la sua trascrizione dettagliata e la notazione musicale la rendono un unicum nel panorama sia delle arti visive che dei repertori musicali.
Questa lauda esiste solo nel dipinto di Giovanni Battista Caporali.