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Un pittore barocco a Perugia

Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona
Natività della Vergine

Scheda opera

 

Un pittore barocco a Perugia

L'arrivo a Perugia di uno dei principali esponenti del Barocco romano.

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Dal primo Medioevo e sino alla fine del Quattrocento, Perugia è un centro di produzione culturale che attrae e forma artisti capaci di influenzare i linguaggi del loro tempo, da Arnolfo di Cambio a Perugino e Pinturicchio…
Dalla seconda metà del Cinquecento, però, dopo la morte di Giovan Battista Caporali e Domenico Alfani, la scena perugina entra in una lunga fase di stallo, ingabbiata nel ripetere formule ormai conosciute e standardizzate, se non fortemente conservatrici.
È in questo contesto che nel 1643 la nobildonna Sofonisba Petrini chiama a Perugia colui che al tempo era considerato il principale maestro del barocco romano, Pietro da Cortona.
La Petrini commissiona a Pietro un dipinto della Natività della Vergine per la Chiesa di San Filippo Neri da porsi nella cappella di cui la sua famiglia ha il patronato.

Sono i decenni successivi alla Controriforma e la nuova teologia prevede che l’arte sacra sia chiara, aderente alle scritture, chiaramente leggibile per poter svolgere un compito educativo e soprattutto che si discosti dalle deformazioni, dai lussi, dalle soluzioni eccentriche e compiacenti diffuse sino alla metà del Cinquecento.

Ma sono anche gli anni in cui Pietro da Cortona contribuisce a definire i caratteri del Barocco: la forte teatralità delle scene, la drammaticità dei personaggi, i colori sgargianti…
Sono gli anni in cui Pietro da Cortona esprime al massimo le sue capacità, per dirla con lo storico dell’arte Daniele Simonelli: "siamo nella pienissima maturità, quando lui raggiunge il vertice della sua pittura, siamo in una fase in cui sta lavorando agli affreschi di Palazzo Pitti, per alcuni considerati i capolavori di Pietro da Cortona e qui si vede tutta la pittura di quella fase..."

Quindi ecco che la teatralità di questa Natività della Vergine strizza l’occhio a chi la guarda: priva della formalità tipica delle storie dalla vita di Maria è una scena che riporta ad un quotidiano possibile.
Ed è proprio questa caratteristica che ne detta il successo fra i suoi contemporanei; piace a tutti, tranne che ai monaci Filippini, custodi della Chiesa in cui la tela è posta.

In parte per la resa domestica della scena sacra, in parte per il forte senso drammatico, la bellezza e voluttuosità delle donne, i Filippini considerano l’opera troppo poco ortodossa, troppo poco rigorosa con i canoni della teologia.
Nonostante ciò la Natività della Vergine resterà nella Chiesa di San Filippo Neri di Perugia sino alle spoliazioni napoleoniche, per poi essere restituita all’Italia ed entrare a far parte della Pinacoteca Vannucci nel 1878.