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Una collezione di neoclassico francese a Perugia

Jean Baptiste Wicar
Collezione Carattoli


 

Una collezione di neoclassico francese a Perugia

Nel 1894 il Comune di Perugia entra in possesso di alcuni capolavori del neoclassicismo francese: sono le opere di Jean Baptiste Wicar in arrivo dalla collezione Carattoli.

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Come mai proprio a Perugia? Perché il pittore e restauratore perugino Giuseppe Carattoli di Wicar ne è prima allievo, poi amico e alla sua morte esecutore testamentario. Ed è la sua collezione che il figlio di Carattoli donerà al Comune e all’Accademia di Belle Arti di Perugia.

Rispetto alle opere su cui ci siamo soffermati sino ad ora, per parlare dei lavori di Wicar dobbiamo fare un salto in avanti nel tempo di più di cent’anni, sino alla fine del XVIII secolo.
Wicar arriva per la prima volta in Italia nel 1784 a seguito dell’artista Jacques-Louis David, di cui è allievo.
Dopo la Rivoluzione, nel 1792 torna in Francia dove, con la salita al potere di Napoleone, assume un ruolo centrale nelle campagne di requisizione di opere d’arte per arricchire i musei francesi - le cosiddette spoliazioni.

Inizialmente riceve l’incarico di requisire e inviare in Francia le migliori opere dai Paesi Bassi poi - in seguito al Trattato di Tolentino del 1797 con cui di fatto Papa Pio VI cede a Napoleone mettendo così fine al conflitto tra Francia e Santa Sede - comincia la sua attività di selezione e requisizione in Italia. È quindi anche a lui che si deve la dispersione del patrimonio italiano nell’Ottocento…

Nel corso della sua vita, Wicar si muove tra Firenze, Roma e Napoli dove nel 1806 diventerà il direttore dell’Accademia Reale di Belle Arti e, ironia della sorte, diventerà amico proprio di Antonio Canova che avrà poi un ruolo centrale nei tentativi di recupero delle opere d’arte dalla Francia post-napoleonica.
I lavori che troviamo qui in Galleria sono un ottimo esempio sia della sensibilità ritrattistica di Wicar, che delle sue forti connessioni politiche.

Vediamo quindi cinque bozzetti per altrettanti ritratti da inserire nel dipinto oggi a Castel Gandolfo de La ratifica del concordato fra Pio VII e Napoleone, realizzato tra il 1803 e il 1804.
Ma forse quelli che saltano più agli occhi sono due ritratti realizzati negli anni del soggiorno napoletano: il ritratto di Gaetano Crivelli, cantante napoletano e il bozzetto di Ritratto di Damigella, comunemente identificata con Carolina, sorella di Napoleone e regina di Napoli.