MASSIMO RECALCATI presenta Alberto Burri. Il Grande Cretto di Gibellina

02.11.2018 h 17:30—19:00

Eventi

 

Venerdì 2 novembre ore 17.30 

Sala conferenze, Galleria Nazionale dell'Umbria 

 

MASSIMO RECALCATI

presenta il volume

ALBERTO BURRI. IL GRANDE CRETTO DI GIBELLINA

testo Massimo Recalcati, fotografie Aurelio Amendola

edito da Magonza

con gli autori del libro Massimo Recalcati e Aurelio Amendola

 

In memoria dei 50 anni dal terremoto che colpì la Valle del Belice in Sicilia, distruggendo la città di Gibellina, gli scatti inediti in bianco e nero di Aurelio Amendola – fotografo dell'arte e degli artisti – e le parole di Massimo Recalcati – intellettuale di spicco dei nostri giorni che reinterpreta l'immagine attraverso gli strumenti della psicoanalisi – rendono omaggio, nel volume edito da Magonza, ad Alberto Burri e al suo Grande Cretto.

 

Venerdì 2 novembre alle ore 17:30 nella Sala conferenze della Galleria Nazionale dell’Umbria, Massimo Recalcati presenta il volume Alberto Burri. Il Grande Cretto di Gibellina, in una lectio sul grande artista del secondo Novecento che ripercorre la storia dell'opera di Land Art più grande al mondo, iniziata nel 1985 e completata postuma nel 2015.

 

Il Cretto di Gibellina di Burri non è solo un gesto umanissimo di pietas. Non si limita a commemorare poeticamente una tragedia”, commenta Recalcati. “Esso mostra il valore profondo che accompagna l’azione dell’arte in quanto tale: la morte non è l’ultima parola sulla vita, la forma dell’opera salva il mondo dal puro orrore”.

 

Un libro importante, impreziosito da una ricca selezione di inedite immagini in bianco e nero di Aurelio Amendola, custode dell’archivio fotografico più ricco di Alberto Burri, in una reinterpretazione nuova e per la prima volta esaustiva, dopo il completamento nel 2015, del Grande Cretto di Gibellina. “La mia amicizia con Burri è durata dal ’76 fino alla sua morte, nel ’95. Più volte mi aveva chiesto “quando vai a fotografare il Cretto?”. Mi sento ancora in colpa per non averlo fatto quando era in vita”, ricorda per “Artribune” Amendola, in una toccante testimonianza del suo rapporto con Burri. La ricostruzione del paese, completamente distrutto nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968, portò alla creazione di una nuova realtà, chiamata Gibellina Nuova, dove l'allora sindaco Ludovico Corrao chiamò a sé, con un atto di responsabilità civile, i più importanti artisti del panorama contemporaneo. Burri, unico tra questi, scosso dall'immagine delle rovine, volle la sua opera nella vecchia città lacerata. L'intervento dell'artista, che ricoprì l'intera Gibellina Vecchia con una distesa di cemento che tiene salde le materie e i ricordi, sancisce un legame tra il bisogno di elaborazione del trauma e lo scenario storico in cui esso si materializza, antico e mitico.

 

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Massimo Recalcati

Analista, direttore scientifico della Scuola di specializzazione in psicoterapia IRPA (Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata). Nel 2002 partecipa alla fondazione della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi. Ha svolto un’intensa attività di supervisione clinica presso diverse istituzioni sanitarie (comunità terapeutiche, centri di psicoterapia, SerT, reparti ospedalieri) di diverse città. L’insegnamento universitario di Massimo Recalcati ha inizio nel 1991, presso la Facoltà di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano, come cultore della materia in “Filosofia Morale”, per la cattedra di Franco Fergnani. Attualmente insegna all'Università di Pavia e di Verona. Tra i numerosi libri di cui è autore citiamo: Melanconia e creazione in Van Gogh (2009), L’uomo senza inconscio (2010), Cosa resta del padre? (2011), una monografia in due volumi su Jacques Lacan (2012, 2015), Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre (2013), Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno (2015), Il mistero delle cose (2016), I tabù del mondo (2017), La pratica del colloquio clinico (2017).

 

Aurelio Amendola

Nel corso della sua lunga carriera di fotografo si dedica principalmente all’arte contemporanea, immortalando i protagonisti del Novecento: De Chirico, Lichtenstein, Pomodoro, Schifano, Warhol, per ricordarne solo alcuni. Tra le numerose monografie dedicate ai maggiori scultori e pittori contemporanei ricordiamo Marino Marini, Burri, Manzù, Fabbri, Ceroli, Vangi, Kounellis. È poi noto per le fotografie delle sculture del Rinascimento italiano: ha documentato l’opera di Jacopo Della Quercia, Michelangelo e Donatello, e illustrato singoli capolavori e monumenti quali il pulpito pistoiese di Giovanni Pisano, il fregio robbiano dell’Ospedale del Ceppo, sempre a Pistoia, Santa Maria della Spina e il Battistero a Pisa, San Pietro in Vaticano – quest'ultimo è il primo di una serie dedicata ai grandi temi dell’arte italiana visitati secondo l’ottica personale del fotografo. Moltissime le mostre di carattere internazionale che si sono tenute in Italia e all'estero. Fotografo e amico di Alberto Burri, custodisce l'archivio più ricco delle immagini dell'artista, delle sue opere e dei suoi momenti di lavoro.

 

Magonza

Casa editrice specializzata in arte contemporanea, Magonza realizza cataloghi di mostre, volumi di saggistica, monografie, libri e grafiche d’artista. L’artigianalità e la cura minuziosa della veste grafica e dei contenuti testuali, in particolar modo delle traduzioni, si coniugano alla creatività e alla costante attività di ricerca scientifica. Al fianco dell’attività editoriale Magonza promuove e produce mostre e progetti di arte contemporanea (tra le più recenti Burri Fontana Afro Capogrossi. Il secondo dopoguerra, a cura di Pietro Bellasi e Carole Haensler Huguet al Museo Civico di Villa dei Cedri a Bellinzona, Hans Hartung. Polittici, a cura di Marco Pierini, Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, Violenti confini, di Magonza editore, e Paolo Icaro, a cura di Davide Ferri e Saverio Verini, alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello). Tra le collaborazioni museali italiane ed internazionali annoveriamo le attività editoriali e curatoriali svolte con la Fondation Bemberg di Tolosa, Villa e Collezione Panza - FAI a Varese, i Musei Civici di Venezia e il Louvre, con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri e la Fondation Hartung-Bergman.

 

NECESSARIA PRENOTAZIONE: tel. 0755721009 gallerianazionaleumbria@beniculturali.it gnu@sistemamuseo.it

INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI 

La partecipazione è gratuita, necessario ritirare il tagliando gratuito presso la biglietteria del museo.

Informazioni: Tel. 075.58668436; gan-umb@beniculturali.it

Biglietteria/Bookshop: Tel. 075.5721009; gnu@sistemamuseo.it