Entrare alla Galleria Nazionale dell’Umbria significa lasciare spazio alla sorpresa.
È mettersi in ascolto della voce del tempo, apprezzare la continuità tra il patrimonio artistico prodotto nel corso dei secoli e il presente che abitiamo.

Galleria Nazionale dell’Umbria

Il museo

La Galleria Nazionale dell’Umbria accoglie una delle più ricche collezioni d’arte d’Italia ed è, allo stesso tempo, uno scrigno della memoria cittadina di Perugia.

Le opere diventano pietre miliari di un viaggio che parte dal XIII e arriva al XIX secolo, un percorso indimenticabile nella storia artistica e culturale dell’Umbria e dell’Italia. 

Le opere sono esposte ai piani superiori del Palazzo dei Priori di Perugia, sede del Comune fin dall’epoca medievale e unico palazzo pubblico italiano a ospitare un grande museo nazionale.

3500 metri quadri di esposizione distribuiti in 40 sale, una torre e una cappella, per un viaggio lungo 800 anni nella storia dell’arte italiana.

Pianta della Galleria Nazionale dell'Umbria del 1953
Pianta della Galleria Nazionale dell’Umbria del 1953

La storia

Le opere della Galleria Nazionale dell’Umbria hanno alle spalle un percorso affascinante che si snoda tra la prima apertura al pubblico nel 1863, la successiva trasformazione in museo statale nel 1918 fino alla nomina a istituto museale autonomo nel 2015.

Il primo nucleo di questa straordinaria collezione si collega alla presenza in città di un’Accademia di Belle Arti: era una delle più antiche d’Italia, fondata nel 1573 con il nome di Accademia del Disegno. In epoca napoleonica, qui erano confluite le opere provenienti dalle congregazioni religiose soppresse.

Tra le opere ospitate nell’ex monastero olivetano di Montemorcino Nuovo, dove l’Accademia aveva trovato sede a partire dal 1813, erano giunti così anche il polittico di Piero della Francesca, la pala dei Guidalotti di Beato Angelico e la pala di Santa Maria de’ Fossi del Pintoricchio.
Tutte opere destinate (e riservate!) allo studio dei giovani artisti che qui si formavano alle “belle arti”.

La nascita del Regno d’Italia nel 1860 e la conseguente requisizione del patrimonio ecclesiastico, incrementano l’inventario della pinacoteca, che si arricchisce di molte nuove opere provenienti anche dalle province umbre.
Con il Regio decreto del 21 aprile 1862, questo patrimonio entra a far parte dei beni demaniali attribuiti dal nuovo Stato italiano alle competenze giuridiche e gestionali del Municipio perugino.

Si tratta perlopiù di opere a cui, fino a quel momento, era stato attribuito un valore devozionale in chiese e conventi. Da quel momento, è necessario assicurare loro un nuovo ruolo, in linea con la nuova identità civile della comunità umbra. 

Il Comune accelera così l’allestimento, presso quelle che erano state la sagrestia e la chiesa del convento di Montemorcino, di un museo pubblico di nuova istituzione.

Allestimento della mostra del 1945 "Quattro secoli di pittura in Umbria", Galleria Nazionale dell'Umbria

L’apertura al pubblico

La pinacoteca, che in quel momento accoglieva 449 opere, apre le porte al pubblico nel giugno del 1863 e viene intitolata a una delle maggiori glorie artistiche della città: Pietro Vannucci detto il Perugino.

Nasce la Civica Pinacoteca Vannucci.

Negli anni successivi, la collezione si amplia grazie agli oggetti d’arte che continuano ad arrivare da chiese e monasteri cittadini ma anche da donazioni private; l’afflusso di nuove opere è tale che gli spazi non sono più sufficienti e si rende necessaria un’esposizione più armonica della collezione.

Nel 1879, sotto la guida di Francesco Moretti, nominato dal Comune primo direttore del museo, la Pinacoteca Vannucci viene trasferita a una sede più ampia e allestita con nuovi e più attenti criteri al terzo piano del Palazzo dei Priori.

Si apre un’era nuova per il museo, che viene rinnovato anche nell’organizzazione e nella gestione. Il considerevole aumento delle visite, per esempio, porta all’introduzione di un biglietto di entrata da 1 lira, salvo per i perugini che possono entrare gratuitamente la prima e la terza domenica del mese. 

Il percorso espositivo permanente continua ad arricchirsi e questo accresce la popolarità della Pinacoteca Vannucci anche fuori dai confini provinciali. Il suo contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale le conferisce, nel 1918, un altro importante riconoscimento: il passaggio di gestione allo Stato, che converte la Pinacoteca Vannucci in Regia Galleria Vannucci.

Da allora, la Galleria non ha mai interrotto il suo lavoro di ricerca e di cura della collezione.
Oggi, grazie alle oltre 70 persone che vi lavorano e alle relazioni instaurate sia a livello nazionale che internazionale, il museo funge da “antenna culturale”: intercetta e diffonde le voci dell’arte e della cultura, come richiede il ruolo di istituto museale autonomo assegnatogli dal 2015 dal Ministero della Cultura.


Opere, artisti e spazi espositivi

La collezione della Galleria Nazionale dell’Umbria accoglie più di 3000 opere tra dipinti, sculture, ceramiche, tessuti e oreficerie: di queste potrai ammirarne più di 500, mentre le altre sono conservate nei depositi. Il percorso espositivo si articola su due piani, come un filo che ricama la testimonianza di otto secoli di storia e cultura italiana. 

Il viaggio alla GNU comincia tra Duecento e Trecento, tra la magnificenza degli affreschi di Benedetto Bonfigli nella cappella dei Priori e la Madonna con Bambino di Duccio di Buoninsegna. Prosegue con il tardogotico perugino di Gentile da Fabriano e si inoltra tra i capolavori di esponenti del Rinascimento come Beato Angelico, Benozzo Gozzoli e Piero della Francesca. 

E proprio nella sala 13 si trova il capolavoro simbolo della Galleria Nazionale dell’Umbria: il polittico di Sant’Antonio di Piero della Francesca. 

Le sale e le logge della Galleria raccontano spazi e storie che hanno forgiato la fama di Perugia come una delle città di riferimento del patrimonio artistico italiano.

Ne sono un esempio le incantevoli sale monografiche dedicate a Pinturicchio e al maestro Perugino, del quale la Galleria raccoglie la collezione più ricca e completa al mondo.

La sala di Raffaello, invece, celebra l’eredità del grande maestro con copie e opere di artisti ispirati dalla sua arte.

È un percorso da ammirare anche con lo sguardo rivolto verso l’alto, come succede nella Sala Farnesiana decorata con gli affreschi delle Storie di personaggi della famiglia Farnese

Le ampie e comode sedute e gli strumenti multimediali che troverai nelle sale ti permetteranno di scoprire tutti i dettagli che potrebbero facilmente sfuggire a un attraversamento frettoloso di questo spazio.

L’ultima parte del percorso museale espone il meglio dell’arte in Umbria tra Seicento e Novecento: tra gli altri, qui parlano artisti come Orazio Gentileschi, Valentin de Boulogne, Pietro da Cortona, il Sassoferrato, Francesco Trevisani, Gerardo Dottori, Piero Dorazio e Alberto Burri e Piero Dorazio.

Esplora la collezione e gli artisti esposti alla GNU. 

La Galleria ospita anche un laboratorio di restauro, una biblioteca specializzata in Storia dell’Arte con oltre 25.000 volumi aperta a studiosi e studenti, una sala convegni e l’affrescata Sala Podiani, dove vengono ospitate mostre temporanee, concerti e spettacoli. Spazi accessibili pensati per accogliere persone curiose, diverse e con l’arte nel cuore.

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