Polittico di Pietralunga

Ottaviano Nelli

Gubbio, 1370 circa - morto prima del 1449

Polittico di Pietralunga

1403

Questo polittico ha vissuto per più di quattro secoli nella chiesa di Sant’Agostino di Pietralunga, ma è stato ritrovato in una soffitta nel 1896 e trasportato nel Palazzo Comunale di Perugia.

È la prima opera documentata di Ottaviano Nelli e ci regala dettagli curiosi. 
Il gusto cortese dell’epoca, che ritroviamo nella delicatezza della figura centrale della Madonna, viene sfidato dall’espressionismo di sant’Antonio Abate e sant’Agostino. I due santi, vestiti di scuro, appaiono quasi imbronciati, le sopracciglia corrucciate, lo sguardo serio. Un cambio di espressione e di umore che sembra voler segnare anche il passaggio culturale dal Trecento all’epoca tardogotica.

Altro prezioso dettaglio è quello della Trinità a tre teste che compare nella cuspide centrale. È la “luce del mondo”, ci ricorda il passo evangelico che si intravede dal libro aperto. Ma oggi è anche esempio raro di un’iconografia che la Chiesa vietò a partire dal XVI secolo perché legata ai culti pagani

Polittico di Pietralunga
tempera su tavola
208 x 144,5 cm
Sala 8
Inv. 1004
SOGGETTI
Madonna in trono col Bambino tra i santi Antonio Abate e Agostino, Paolo e Caterina d’Alessandria; cuspidi: Trinità tricefala tra quattro serafini; pilastri laterali: i santi Giovanni Battista, Pietro e Stefano; i santi Giovanni Evangelista, Andrea e Lorenzo.
TAG
Madonna col Bambino, Polittico

Scheda Storico Artistica

Il polittico provenie dalla chiesa di Sant’Agostino a Pietralunga, presso Gubbio. Come si evince dall’iscrizione sulla predella, fu realizzato da Ottaviano Nelli il 5 maggio 1403 su commissione degli eredi di un certo Pietro Corsutio, per assicurare la salvezza della sua anima.

L’opera testimonia il passaggio dalla cultura del Trecento a quella tardogotica ed è la prima prova documentata dell’eugubino Ottaviano Nelli, il quale, in tempi precoci, rielabora le novità stilistiche del gusto cortese con una visione personale, che sa unire aggiornati preziosismi formali a tratti più espressionistici. I volti fortemente caratterizzati dei santi Antonio abate e Agostino, infatti, si discostano stilisticamente dalla raffinata delicatezza pittorica della figura della Vergine.

La cuspide centrale racchiude, all’interno di una cornice quadrilobata, una delle poche versioni giunte fino a noi della Trinità tricefala, che qui appare benedicente e con in mano un libro aperto sul passo evangelico “Ego sum lux mundi via veritas” (Gv 8,12). Questa particolare rappresentazione del soggetto, che era alquanto diffusa nel repertorio figurativo medievale, costituisce oggi un raro esempio iconografico dopo la censura della Chiesa, che dal XVI secolo, con i dogmi della Controriforma, vietò la replica e impose addirittura la distruzione di simili immagini, per i rimandi ai culti pagani.


Descrizione Accessibile

Polittico con cinque tavole cuspidate e fondo oro. Al centro la Madonna in trono con Bambino. La Madonna regge tra le dita un ramoscello. Con la mano sinistra sorregge Gesù Bambino, in piedi sul trono a fianco a lei. Il Bambino tende entrambe le braccia verso il ramoscello. 

La cuspide centrale racchiude in una cornice quadrilobata una Trinità tricefala: tre volti su un solo corpo, una mano benedicente e un libro aperto su un passo evangelico che dice “Ego sum lux mundi via veritas” (Gv 8,12).

Nelle due tavole di sinistra compaiono sant’Antonio Abate e sant’Agostino. Nelle due tavole di destra compaiono san Paolo e santa Caterina d’Alessandria, entrambi con un libro socchiuso tra le mani. 

Nei pilastri laterali sono raffigurati, in dimensioni ridotte, i santi Giovanni Battista, Pietro e Stefano (a sinistra) e i santi Giovanni Evangelista, Andrea e Lorenzo (a destra).