Polittico di Santa Giuliana
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Domenico di Bartolo Ghezzi

Asciano, documentato dal 1420 al 1444

Polittico di Santa Giuliana

1438

Fu Antonia Buccoli, badessa del monastero femminile cistercense di Santa Giuliana di Perugia, a commissionare questo polittico. Il suo monastero, fondato nel 1253, era uno dei complessi religiosi più importanti della città. La rilevanza della committente si evince anche dalla sua presenza tra i personaggi che popolano il polittico. Il braccio sinistro della Madonna, infatti, tocca la testa di una piccola figura femminile ai suoi piedi: è proprio Antonia Buccoli. 

Un cartiglio ai piedi della Madonna con Bambino ci svela il nome dell’autore dell’opera e la sua datazione: è il senese Domenico di Bartolo che firmò il polittico nel 1438.

Il pittore, citato nelle Vite del Vasari come nipote di Taddeo di Bartolo, è famoso soprattutto per i suoi affreschi nel Pellegrinaio dello Spedale di Santa Maria della Scala. Introdusse molto presto il sistema della prospettiva lineare a punto di fuga centrale per rappresentare la profondità dello spazio. 

Nella fase finale della sua attività, però, tornò a proporre motivi più arcaici, spesso richiesti da committenti ancora legati alla tradizione medievale: è il caso di questo polittico, dove la scelta del fondo oro, la ripartizione degli spazi circoscritti destinati ai santi e la forma stessa del complesso sembrano testimoniare questa volontà.

Polittico di Santa Giuliana
tempera su tavola
208 x 180 cm
Inv. 116
SOGGETTI
Madonna in trono con il Bambino e la committente Antonia Buccoli tra i santi Benedetto e Giovanni Battista, Giuliana da Nicomedia e Bernardo; cuspidi: il Redentore benedicente tra san Pietro e l’Angelo Annunciante, la Vergine Annunciata e san Paolo; predella: San Giovanni fanciullo nel deserto, Predica del Battista alle folle, Banchetto di Erode, Arresto del Battista, Battesimo di Cristo
TAG
Quattrocento, Madonna col Bambino, Polittico, audio, Opera musicata

Scheda Storico Artistica

Il polittico fu realizzato su commissione della badessa Antonia Buccoli, rappresentata in preghiera alla destra della Vergine, per il monastero femminile cistercense di Santa Giuliana di Perugia, uno dei complessi religiosi più importanti della città, fondato nel 1253. L’opera, composta da cinque tavole verticali cuspidate e da una orizzontale per la predella, conserva quasi integralmente la carpenteria originale. Il nome dell’autore, Domenico di Bartolo, viene svelato insieme alla data (1438) dal cartiglio che si svolge ai piedi di Maria. L’artista senese, noto soprattutto per le vivide scene affrescate nel Pellegrinaio dello Spedale di Santa Maria della Scala, fu un abile precursore delle istanze rinascimentali, capace di padroneggiare in tempi precoci il sistema della prospettiva lineare per rappresentare la profondità dello spazio. Queste novità convivono a volte con motivi arcaizzanti, spesso richiesti da committenti ancora legati a retaggi tradizionali di matrice medievale, come nel caso del nostro polittico, dove la scelta del fondo oro, la ripartizione degli spazi circoscritti destinati ai santi e la forma stessa della macchina d’altare testimoniano questa volontà.

I santi rappresentati ai lati della Vergine esprimono le devozioni della comunità di Santa Giuliana. A destra Benedetto da Norcia e Giovanni Battista, rispettivamente fondatore dell’ordine benedettino, di cui le monache seguivano la regola, e protettore del cardinale Giovanni da Toledo, a cui si doveva l’istituzione del monastero. A destra Giuliana, santa titolare, e Bernardo, fondatore del movimento cistercense. 

Nei cinque scomparti di predella sono raffigurate Storie di san Giovanni Battista, narrate con intenso realismo descrittivo e accese dai vivaci colori utilizzati.


Descrizione Accessibile

La tavola centrale del polittico è occupata dalla Madonna seduta in trono: ha uno sguardo malinconico e concentrato e regge sulle ginocchia Gesù Bambino. La malinconia dell’espressione della Madonna è smorzata dalle tonalità primaverili delle vesti (azzurro, rosso e verde) e dai bagliori di luce che le illuminano il viso. Il Bambino regge con la mano sinistra un globo trasparente in cui è raffigurato il castello di Sant’Egidio al Colle: questa immagina è stata interpretata come una rivendicazione della giurisdizione temporale sul piccolo borgo, contesa tra Santa Giuliana e il monastero rivale di San Francesco al Prato.

Le due tavole a sinistra della Madonna raffigurano san Benedetto da Norcia e san Giovanni Battista. Il primo, fondatore dell’ordine benedettino di cui le monache seguivano la regola, regge un codice nella mano sinistra e un pastorale nella destra. San Giovanni Battista, con la sua veste rossa e i piedi nudi, regge il suo lungo bastone sormontato da una croce: il santo era protettore del cardinale Giovanni da Toledo a cui si doveva l’istituzione del monastero. 

Nelle due tavole di destra troviamo, invece, santa Giuliana e san Bernardo. Santa Giuliana indossa una ricca veste chiara con decorazioni floreali gialle e azzurre, e regge tra le mani una piuma. San Bernardo era invece il fondatore del movimento cistercense e qui è rappresentato mentre scrive su un libro dalla copertina rossa finemente decorata.

Nelle cuspidi delle cinque tavole compaiono, da sinistra a destra, san Pietro, un angelo annunciante, il Redentore benedicente, la Vergine annunciata e san Paolo. Nei cinque scomparti della predella sono invece raffigurate, con grande realismo descrittivo e colori vivaci, le storie di san Giovanni Battista. Da sinistra vediamo san Giovanni fanciullo nel deserto, la predica del Battista alle folle, il banchetto di Erode, l’arresto del Battista e il battesimo di Cristo.