Madonna col Bambino e sei angeli

Duccio di Buoninsegna

Siena, documentato dal 1278, morto prima del 1319

Madonna col Bambino e sei angeli

1304-1310

La Madonna dei Domenicani di Duccio è un capolavoro che racchiude molti elementi innovativi per la pittura del Trecento. A una lettura superficiale potremmo dire di trovarci di fronte a una Madonna che tiene dolcemente tra le braccia il Bambino, ma così facendo perderemmo la simbologia e la ricchezza di dettagli.

La Madonna ha uno sguardo malinconico, la testa leggermente reclinata come in un sospiro di tristezza. Nella perfezione delle proporzioni, sembra stonare quel lungo indice della mano sinistra che indica il piede di Gesù. È un modo per dirci che lei già sa che quel piede sarà trafitto dai chiodi della crocifissione e con il suo sguardo diretto ci invita a meditare sul futuro sacrificio di suo figlio.

Duccio di Buoninsegna si dedica poi a dipingere i tessuti come se volesse ricamarli e renderli palpabili. Percepiamo la leggerezza della veste trasparente di Gesù e la sgualcitura del velo della Madonna che il Bambino tira verso di sé. Quello di Duccio è un Bambino con movenze tipiche dell’infanzia, che cerca giocosamente l’attenzione della madre. 

L’artista ricama una trama che unisce con maestria la sacralità e l’umanità del rapporto tra madre e figlio.

Madonna col Bambino e sei angeli
tempera su tavola
63,5 x 95,5 cm
Sala 4
Inv. 29
TAG
Duecento, Polittico, Madonna col Bambino, Trecento, audio

Scheda Storico Artistica

La tavola è l’unico elemento superstite di un polittico, di cui costituiva l’elemento centrale. L’insieme era destinato con ogni probabilità all’altare maggiore della chiesa di San Domenico Nuovo, che i frati del convento domenicano di Perugia poterono costruire grazie ai proventi di un’indulgenza concessa da papa Benedetto XI nel 1304, poco prima della morte avvenuta proprio nella città umbra. 

L’opera è ritenuta uno dei capolavori del senese Duccio di Boninsegna ed è datata intorno al 1305, nella fase di piena maturità della sua carriera. Insieme a evidenti arcaismi, come il lungo indice della mano di Maria, ripreso dall’iconografia bizantina della Madonna Odigitria, emergono nella composizione elementi di modernità, che attestano una riflessione del pittore su alcune delle innovazioni introdotte in quegli stessi anni da Giotto. Tra questi spicca il modo nel quale è concepita e realizzata la figura del piccolo Gesù, proporzionata nelle dimensioni e colta con tratti e movenze tipici dell’infanzia, specie per l’atto giocoso di tirare alla Madre il velo, come a richiamarne l’attenzione. 

Altrettanto moderna è la resa dei tessuti: un velo bianco ricamato d’oro sostituisce sul capo della Madonna il tradizionale maphorion bizantino e la straordinaria invenzione di mostrare il risvolto del manto blu oltremare annulla l’effetto di bidimensionalità suggerito dalla fitta trama di dorature (“crisografia”). Non manca un approccio con i nuovi temi dell’illusionismo spaziale, come suggeriscono i sei angeli poggiati sulla “reale” cornice centinata, dalla quale si sporgono come fosse un balcone. Nella sua superba raffinatezza, la resa pittorica mostra inconfondibile la cifra di Duccio. 

La trama di velature che dà corpo ai volti rimane evidente, nonostante una pulitura molto aggressiva effettuata in passato abbia lasciato riemergere in superficie lo strato preparatorio in terra verde (“verdaccio”). Magistrale è l’effetto di trasparenza della veste di Gesù, della quale si percepiscono la vaporosità e la leggerezza. Le indagini diagnostiche eseguite sul dipinto negli anni Novanta hanno rilevato che, nel disegno preparatorio, Duccio aveva disegnato la mano sinistra della Vergine con tutte le dita ripiegate. L’indice disteso che punta il piedino del Bambino, a segnare il punto in cui sarebbe stato trafitto dal chiodo, è frutto di un ripensamento mirato a ispirare la meditazione sul futuro sacrificio di Cristo, richiamato dallo sguardo velato di mestizia della Madre.


Provenienza
Perugia
chiesa San Domenico, Perugia

Descrizione Accessibile

Tavola della Madonna con Bambino e sei angeli su fondo oro.

I sei angeli hanno aureole dorate e le ali ripiegate: poggiano le braccia sull’arco che delimita la parte superiore della tavola, come se si affacciassero da un balcone.

La Madonna è ritratta a mezza figura: indossa un manto blu oltremare ricamato d’oro e un velo bianco, anch’esso con ricami dorati. Ha il capo leggermente piegato verso destra e un’espressione malinconica. Con il braccio sinistro regge Gesù Bambino. L’indice della mano sinistra è allungato in modo innaturale e indica il piedino di Gesù. 

Gesù Bambino guarda serio la madre e con la mano destra le tira il velo, come a voler richiamare la sua attenzione. Indossa una leggera veste trasparente e un panno violaceo, ma sempre velato, che gli copre le gambe e da cui spuntano i piedi.