Trittico ad ante mobili (Tabernacolo di Sant’Agnese)

Bicci di Lorenzo

Firenze, 1368 circa - 1452

Trittico ad ante mobili (Tabernacolo di Sant’Agnese)

circa 1420 - 1440

Questo grande tabernacolo brilla non solo per l’intensità dei suoi colori e del fondo oro che lo caratterizza, ma anche per la ricchezza di storie che racconta. 

L’opera proviene dal monastero di sant’Agnese a Perugia e per questo i personaggi e le scene che li vedono protagonisti sono quelli cari all’ordine religioso delle clarisse: san Francesco che riceve le stimmate, sant’Agnese con il suo agnello, santa Caterina d’Alessandria che celebra il suo sposalizio mistico con Cristo, santa Elisabetta d’Ungheria, fondatrice del Terzo Ordine francescano.

Si tratta di un’iconografia tipica delle fondazioni femminili francescane. 
Il tabernacolo fu probabilmente commissionato da una ministra del monastero e la critica si divide tra due figure. Una prima ipotesi è che la commissione arrivò da Monalduccia, sorella di Braccio da Montone e figura di spicco del monastero, dove operava come terziaria. 
La seconda ipotesi identifica la committente in Maddalena di Maffuccio Pasconis, esponente dell’élite perugina.

La storia di opere come questa ci aiuta a scoprire più dettagli sul fenomeno delle terziarie, che spopolò a Perugia tra il Trecento e il Quattrocento. Le terziarie erano donne comuni che abbracciavano l’ordine religioso senza diventare né monache né mistiche: si inserivano in una sorta di terza via alternativa alla vita di famiglia e alla vita monastica tradizionale. 

Trittico ad ante mobili (Tabernacolo di Sant’Agnese)
tempera su tavola
191,5 x 206 cm
Inv. 79
SOGGETTI
Sposalizio mistico di santa Caterina, le sante Agnese ed Elisabetta d’Ungheria e angeli; in alto: Annunciazione; a sinistra: i santi Antonio da Padova, Ludovico di Tolosa e Giovanni Evangelista; in alto: Stimmate di san Francesco e san Michele Arcangelo; a destra: i santi Ercolano, Costanzo e Lorenzo; in alto: i santi Girolamo, Onofrio e Paolo nel deserto Predella: Episodi della vita di Cristo e di sant’Agnese
TAG
Quattrocento, Polittico, Madonna col Bambino

Scheda Storico Artistica

Il grande tabernacolo a sportelli proviene dal monastero di Sant’Agnese in Porta Sant’Angelo a Perugia e venne realizzato tra gli anni venti e gli anni quaranta del Quattrocento, dopo il passaggio del complesso dalle clarisse alle terziarie francescane. L’opera è attribuita concordemente al fiorentino Bicci di Lorenzo, appartenente a una generazione di artisti che si formano sui testi principali tardogotico in Toscana, per aprirsi successivamente ad alcune novità del gusto rinascimentale, espresse soprattutto nel trattamento dei piani prospettici.

La complessa pala, che riprende una tipologia tipica delle fondazioni femminili frnacescane, fu commissionata verosimilmente da una ministra del monastero perugino, da identificare o nella figura di Monalduccia, sorella del capitano di ventura Braccio da Montone, o in quella di Maddalena di Maffuccio Pasconis, appartenente anch’essa all’élite locale.

L’iconografia verte sulle figure e sui temi più cari all’ordine religioso: san Francesco che riceve le stimmate; santa Elisabetta d’Ungheria – fondatrice del Terzo Ordine – inginocchiata come testimone del matrimonio mistico di santa Caterina; sant’Antonio da Padova e san Ludovico da Tolosa, il quale, oltre a essere rappresentato con il saio francescano, incarna anche il ruolo di patrono della città insieme agli altri protettori di Perugia Ercolano, Lorenzo e Costanzo, ritratti nello sportello di destra.


Descrizione Accessibile

Tabernacolo composto da una tavola centrale e da due sportelli laterali con fondo oro e relativa predella.

La tavola centrale raffigura lo sposalizio mistico di santa Caterina con Cristo, rappresentato da Gesù Bambino tenuto tra le braccia della Madonna. La Madonna e il Bambino, al centro della scena, si trovano su una nuvola azzurra. Alla loro sinistra, santa Caterina indossa la sua corona regale e alza il mignolo destro per unirlo a quello del Bambino. Nella mano sinistra tiene il libro che ricorda la sua sapienza e un ramo di palma che rappresenta il suo martirio. A fianco a lei, parzialmente nascosta, spunta la ruota dentata, lo strumento con cui fu martirizzata.

A destra della Madonna col Bambino si trova invece sant’Agnese in una lunga veste bianca e oro: regge tra le braccia l’agnello, simbolo della sua iconografia, e il ramo di palma simbolo del martirio. Ai piedi delle sante, la figura in miniatura di santa Elisabetta d’Ungheria assiste allo sposalizio reggendo tra le mani una corona di fiori. 

La parte centrale della predella è divisa in due scene: sant’Agnese viene condotta al postribolo dal prefetto di Roma; santa Elisabetta d’Ungheria cura due persone ammalate.

Nella tavola di sinistra si trovano tre santi: sant'Antonio da Padova, san Ludovico da Tolosa e san Giovanni Evangelista. Sopra di loro la scena di san Francesco che inginocchiato a terra riceve le stimmate. Nella predella è raffigurato il Noli me tangere, con Cristo e Maria Maddalena.

Nella tavola di destra, al centro: due santi di Perugia, i vescovi san Ercolano e san Costanzo, e san Lorenzo che regge la graticola ardente su cui fu martirizzato. Sopra di loro, scena in cui compaiono sant’Onofrio, san Girolamo e san Paolo inginocchiati. Nella predella è raffigurato il battesimo di Cristo.