Trittico di Perugia (Trittico Marzolini)

Maestro del Trittico di Perugia

Attivo a Perugia tra il 1275 e il 1300 circa

Trittico di Perugia (Trittico Marzolini)

1280-1290

La tenerezza di un abbraccio, un momento intimo tra madre e figlio: il Bambino appoggia dolcemente la guancia destra sul viso della Madonna e le accarezza il collo, mentre la madre lo stringe con tenerezza a sé. Sono questi i dettagli che rapiscono lo sguardo nella rappresentazione della Madonna col Bambino dipinta dal Maestro del Trittico di Perugia, ricca di richiami al gusto mediorientale. La sacralità passa per un momento in secondo piano quando nella posa di Gesù in piedi sulle ginocchia della madre riconosciamo lo scalpitio giocoso dei bambini in tenera età. La narrazione vivace delle immagini del tabernacolo continua anche nei due sportelli laterali che raccontano, come in un libro illustrato, nove storie della vita di Gesù. Incuriosisce un dettaglio della nona scena, quella in cui Satana tenta Gesù nel deserto: il diavolo ha le ali piumate. Si tratta del retaggio di un’iconografia che vede ancora Satana come angelo caduto; non si era ancora diffusa la rappresentazione che persiste ancora oggi, dove le ali del diavolo sono simili a quelle di un pipistrello. Il Maestro del Trittico di Perugia è ancora anonimo, ma è considerato uno dei pittori più raffinati del Duecento umbro. Tra le caratteristiche del suo stile pittorico c’è la capacità di includere con sapienza anche elementi dell’arte orientale arrivati in Umbria dalla Terra Santa attraverso le rotte del Mediterraneo.

Trittico di Perugia (Trittico Marzolini)
tempera su tavola
172 x 211 cm
Sala 1
Inv. 877
SOGGETTI
Madonna in trono col Bambino; ante mobili, interno: Storie della vita di Cristo; esterno, a sinistra: san Francesco; a destra: santa Chiara
TAG
Trecento, iconografia, storie di Gesù, Crocifissione, Madonna col Bambino, Polittico

Scheda Storico Artistica

L’opera, di grande importanza per la ricchezza iconografica e per lo stile ricercatissimo del suo autore, presenta una forte vocazione didattica e didascalica. Nella tavola centrale è raffigurata la “Madonna affettuosa” (Glikophilousa), con Maria che tiene sulle ginocchia un Gesù giocoso, in piedi  e “marciante”. Sugli sportelli sono narrati, come scene che si susseguono in un libro illustrato, episodi ispirati ai Vangeli canonici e apocrifi, ciascuno corredato da un’iscrizione esplicativa. Le testimonianze più antiche ricollegano il dipinto al monastero perugino delle clarisse di Sant’Agnese, fondato però nel 1296, in anni posteriori a quelli in cui il dipinto fu eseguito. La presenza nei lati esterni degli sportelli delle figure di san Francesco e santa Chiara conferma comunque che anche la sua provenienza originaria è da ricercare in ambito francescano e più probabilmente in una fondazione femminile, perché proprio nei monasteri del Secondo Ordine, nella seconda metà del Duecento, si diffonde maggiormente la tipologia del tabernacolo ad ante mobili. È dunque poco verosimile l’ipotesi che individuava la sede primitiva del dipinto nella chiesa perugina dei templari di San Bevignate, in virtù della croce decussata visibile nella scena della Presentazione al Tempio. La tavola fu presentata al pubblico per la prima volta alla Mostra di Antica Arte Umbra del 1907, prendendo il nome con cui a volte è ancora indicata da monsignor Marzolini, che ne era all’epoca il proprietario. Il suo autore, ancora anonimo, è ritenuto uno dei più raffinati pittori del Duecento umbro e interpreta qui con sublimi esiti quella “lingua franca” che accoglie elementi dell’arte orientale, giunti dalla Terra Santa attraverso le rotte del Mediterraneo. Tra i molti dettagli offerti dalle vivacissime storie del Cristo, è interessante notare come il Diavolo, nella scena della Tentazione nel deserto, sia raffigurato con le ali piumate, retaggio di un’iconografia che lo presentava ancora come angelo caduto, precedente a quella che, in seguito e fino a oggi, ce lo propone con ali membranacee, simili a quelle di pipistrello.


Provenienza
Perugia
Monastero di sant'Agnese

Descrizione Accessibile

Il tabernacolo è formato da tre tavole: quella centrale a forma di cuspide e due sportelli laterali. Tutte e tre le tavole sono dipinte con un fondo oro.

La tavola centrale rappresenta la Madonna col Bambino. In entrambe le figure risalta il colore rosso delle vesti e delle decorazioni floreali ai loro piedi. La Madonna tiene sulle ginocchia il Bambino e avvolge teneramente le braccia intorno a lui. 
Gesù Bambino è in piedi: appoggia dolcemente la guancia destra sul viso della Madonna e con il braccio sinistro ne tocca con delicatezza il collo. 

I due sportelli laterali, invece, sono divisi ciascuno in nove riquadri che narrano storie della vita di Gesù. Ogni storia è corredata da un’iscrizione esplicativa in nero su sfondo rosso (difficilmente leggibile).

Nello sportello di sinistra sono illustrati, dall’alto verso il basso: 

  • l’Arcangelo Gabriele che si prepara all’Annunciazione;
  • la Visita della Madonna a Santa Elisabetta;
  • la Natività;
  • l’Adorazione dei Magi;
  • la Presentazione di Gesù al tempio;
  • la Fuga in Egitto in sella all’asino;
  • la Disputa di Gesù con i Dottori del tempio;
  • il Battesimo di Gesù da parte di San Giovanni Battista;
  • la Tentazione nel deserto, con Gesù che affronta il Diavolo.

Nel retro di questo sportello è dipinto san Francesco. 
Nello sportello di destra, invece, troviamo la narrazione di altre scene:

  • la Vergine che riceve l’Annunciazione;
  • il Bacio di Giuda a Cristo, mentre gli apostoli li osservano;
  • la Flagellazione di Cristo;
  • la Crocifissione di Cristo;
  • la Deposizione di Cristo dalla croce, con la Madonna addolorata che si accascia sul suo corpo;
  • la Visita al sepolcro delle tre Marie, che scoprono che Cristo non si trova più lì (“Non est hic”);
  • Maria Maddalena si inginocchia ai piedi di Cristo risorto dopo averlo riconosciuto (“Noli me tangere”);
  • l’Ascensione di Cristo al cielo;
  • la Pentecoste.

Nel retro di questo sportello è dipinta santa Chiara.