Polittico Guidalotti

Fra Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico

(Vicchio di Mugello, 1395 circa – Roma, 1455)

Polittico Guidalotti

circa 1447-1449

Polittico Guidalotti
tempera e olio su tavola
318 x 280 cm
Inv. 91-92-93-94-95-96-97-98-99-100-101-102-103-104-105-106-107-108-557-558-1392
SOGGETTI
Madonna in trono col Bambino e angeli tra i santi Domenico e Nicola di Bari, Giovanni Battista e Caterina d’Alessandria; cimasa: Angelo Annunciante e Vergine Annunciata; predella: Storie di san Nicola di Bari (le prime due tavolette sono copie dell’inizio del XIX secolo); pilastri: santi
TAG
Rinascimento, Polittico, Quattrocento, audio, Madonna col Bambino

Scheda Storico Artistica

Il polittico di Beato Angelico venne realizzato alla fine degli anni quaranta del Quattrocento su commissione di Elisabetta Guidalotti per l’altare di famiglia nella basilica di San Domenico. La scelta di uno dei maggiori artisti dell’epoca riflette la volontà di fare del mecenatismo uno strumento di promozione sociale allo scopo di riablitare l’immagine dell’illustre casata, compromessa dal coinvolgimento di alcuni membri in disordini politici.

L’Angelico, maestro della ‘pittura di luce’, si adegua nel formato della pala e nell’uso del fondo oro ai desideri di una committenza dai gusti ancora tradizionali. Questi retaggi sono però combinati abilmente a innovazioni sostanziali, che derivano dalla rielaborazione dell’arte di Masaccio, dello stesso Domenico Veneziano, del Ghiberti, oltre che dall’interesse per la pittura fiamminga. Così il volto di san Nicola riporta le fattezze del papa omonimo Niccolò V, domenicano anch’egli come fra Giovanni, in un ritratto di grande intensità espressiva. La padronanza del sistema prospettico nella rappresentazione dello spazio emerge nelle vedute che fanno da sfondo alle Storie di san Nicola nella predella. Le prime due sono copie ottocentesche degli originali, conservati alla Pinacoteca Vaticana. L’opera, infatti, venne requisita nel 1797 durante l’occupazione napoleonica e al ritorno dalla Francia venne trattenuta in Vaticano da Pio VII, che infine la restituì priva di questi due scomparti. I pannelli del polittico furono ricomposti nell’allestimento attuale nel 1915, quando venne realizzata la ricca carpenteria dorata di ispirazione tardogotica.

La raffinata cultura umanistica di Elisabetta Guidalotti emerge nelle scelte iconografiche, che esaltano l’importanza della dottrina e dello studio attraverso l’attributo del libro, esibito da quasi tutti i santi rappresentati.

V. Garibaldi, Galleria Nazionale dell’Umbria. Dipinti e sculture dal XIII al XV secolo. Catalogo generale I, Perugia, 2015, pp. 366-376 (con bibliografia precedente). E. Zappasodi, L’autunno del Medioevo a Perugia. La pittura da Gentile da Fabriano a Benedetto Bonfigli, in A. De Marchi, M. Mazzalupi (a cura di) L’Autunno del Medioevo in Umbria, catalogo della mostra, Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria 21 settembre 2019-6 gennaio 2020, Milano 2019, pp 30-32.

Provenienza
Perugia
Chiesa di San Domenico