Meo di Guido da Siena

Siena, documentato dal 1319, morto prima del 1334

Polittico di Montelabate

circa 1320

Il polittico di Montelabate lascia senza fiato per la sua grandiosità e l’austera ricchezza delle sue figure. Sono trentacinque, disposte su tre livelli e sormontate dal Cristo benedicente. Ma la protagonista, nella sua elegante mestizia è la Madonna col Bambino.

La ripetitività delle pose regala una prospettiva ordinata, come se potessimo privatamente dialogare con ognuno di loro. Nel complesso le sante e i santi raffigurati da Meo di Guido sembrano avere tutti la stessa espressione. 
Eppure, avvicinandoci meglio, possiamo distinguere la folta chioma e la riccia barba grigia di san Giovanni Evangelista; o le fattezze di sant’Emiliano vescovo, originario dell’Armenia. 
E infine c’è il dito indice della Madonna che, nella sua lunghezza innaturale, ci invita a rivolgere lo sguardo verso l’iscrizione alla base della sua tavola: MEUS SENE[N]SIS, unica firma dell’autore arrivata ai giorni nostri.

L’opera proviene dall’abbazia di Santa Maria di Valdiponte detta di Montelabate ed era parte di un suggestivo complesso di immagini che includeva anche i dossali del Maestro dei Dossali di Montelabate[1] .

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Polittico di Montelabate
tempera su tavola
242 x 236 cm
Sala 4
Inv. 1-2-3-1068
SOGGETTI
Madonna col Bambino tra i santi Gregorio Magno e Pietro, Giovanni Evangelista ed Emiliano; cuspidi e registro superiore: Cristo benedicente, angeli, profeti e i santi Antonio Abate e Benedetto, Agnese e Maria Maddalena, Marta e Caterina d’Alessandria; predella: i santi Giacomo, Giovanni, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Pietro, Paolo, Matteo, Tommaso, Taddeo, Simone, Giuda
TAG
Trecento, Polittico, Maestà, Madonna col Bambino, Profeta, audio, gigapixel

Scheda Storico Artistica

Il polittico, composto da ben trentacinque fiugure disposte su due ordini, è l’unica opera firmata di Meo di Guido da Siena ed è centrale per la ricostruzione del percorso dell’artista. Nell’abbazia di Santa Maria di Valdiponte detta di Montelabate, dove esso era collocato in origine, faceva parte di un complesso apparato di immagini, che comprendeva in un suggestivo allestimento anche i dossali opistografi del Maestro dei Dossali di Montelabate esposti in sala 7

L’opera è stata smembrata e ricomposta più volte, anche assemblando erroneamente pezzi di provenienza diversa. Nel corso di questi spostamenti è andata per gran parte perduta la carpenteria originale, ricostruita in stile nell’allestimento attuale. La grande macchina d’altare si ispira nella struttura al polittico di Pietro Lorenzetti per la Pieve di Arezzo e soprattutto a quello di Simone Martini per la chiesa di Santa Caterina a Pisa, entrambi ultimati intorno al 1320. L’uniformità dei tipi facciali e la ripetitività delle pose è riscattata da alcune fisionomie particolarmente caratterizzate, come quella del san Giovanni Evagelista, dai folti capelli, o quella di sant’Emiliano, dai tratti quasi orientaleggianti. 

La mano della Vergine che indica verso il basso recupera l’iconografia bizantina della Madonna Odigitria, ma invita anche l’osservatore a puntare lo sguardo in direzione dell’iscrizione sottostante, dove si legge in grandi caratteri il nome dell’autore: MEUS SENE[N]SIS.


Provenienza
Montelabate
Abbazia S. Maria di Valdiponte

Descrizione Accessibile

Polittico con fondo oro composto da cinque tavole principali, con la centrale di dimensioni maggiori; predella, cinque tavolette di cimasa, di cui una mancante e cinque cuspidi. 

L’opera raffigura trentacinque figure disposte su due ordini. Ogni figura è rappresentata dentro una cornice a forma di arco.

Al centro si trovano san Gregorio Magno, san Pietro apostolo, la Madonna col Bambino, san Giovanni Evangelista e sant’Emiliano vescovo. In cima alla cornice di ogni tavola centrale sono raffigurati due angeli di piccole dimensioni.

Nella cuspide c’è Cristo benedicente mentre nel registro sottostante quattro angeli e due profeti. Nel successivo registro, da sinistra compaiono i santi Antonio Abate, Benedetto, Agnese e Maria Maddalena. 

Nel primo pannello da sinistra del secondo registro: le sante Marta e Caterina d’Alessandria. Nella predella, in fila, compaiono i santi Giacomo, Giovanni, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Pietro, Paolo, Matteo, Tommaso, Taddeo, Simone, Giuda.